Remo Pagnanelli

con la freddezza del bambino ritualistico assiste, nella veranda sulla spiaggia, all’ora del tè giunta sino a noi, allietata dal passaggio di limpidi cigni che tingono le acque malinconiche con becchi fioriti di tiglio……………………………………………. C’è un’eclisse tesa e ostile, per nulla impensierita dalla caligine dei bicchieri e dal torpore iemale (astronavi e piramidi s’alzano […]

via Remo Pagnanelli — LimesLettere

Martina Germani Riccardi: Le cose possibili, InternoPoesia, 2016

LimesLettere

Invito alla lettura

“Martina Germani Riccardi canta la sorpresa dell’essere, del sentire, dello stare insieme alle cose del mondo. La sua è una scrittura che genera, dove tra sbalzi e tuffi in profondità, ogni cosa diviene specchio dell’interno con l’esterno, del niente con il tutto, dell’universo con se stessa. Con grazia e leggerezza Martina ci porta alla continua ricerca della matrice, dell’attimo che tiene dentro tutto il tempo. E lo fa senza orpelli concettuali o filosofici, come un piccolo oracolo pop rock, con una voce contemporanea e fresca, che chiama la vita e mette a fuoco ogni dettaglio del giorno.  In questo canzoniere del bene c’è una sincerità senza veli, una semplicità mai macchiata dalla retorica, ogni trovata non è mai fine a se stessa, in ogni piccolo gioco batte il gioco grande della vita con le sue passioni e i suoi dolori, con le mancanze e le conquiste…”

dalla prefazione…

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Francesca SERRAGNOLI: Aprile di là, LietoColle, 2016 — LimesLitere

Sotto i miei occhi sotto a un velo di lana Istanbul libera le strade come lievi strisce d’acqua trasportata da ogni scatto suono, lamento ero la luce bruciata l’infinito spento di una vita adagiato nel canale come una foglia ero il pasto del Natale dei poveri di me mangiavo il dono della vista bevevo bottiglie […]

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Rita PACILIO: Prima di andare, La Vita Felice Edizioni, 2016 — LimesLitere

Quando sono qui non ho parole lascio fuori il mio uragano incustodito, lascio a casa la rabbia di cenere e carbone, la tua bestemmia pronunciata in basso, fino allo scorno persuadendo il vizio dell’amore. Le ore e i giorni ci portano contro ci scontentano la vita, il letto, questa miserabile ombra che scende prima del […]

via Rita PACILIO: Prima di andare, La Vita Felice Edizioni, 2016 — LimesLitere

Alessandro MOSCE’: La bellezza del corpo e del sapere

Alessandro Moscè è un narratore lirico, o un romanziere poetico, o un poeta prosatore. Ce lo fa capire con il suo secondo romanzo, L’età bianca (Avagliano 2016), dove si svela nella sua verve emotiva, ma anche nella fortezza del suo io, della sua personalità: un ex bambino malato, un ragazzo cresciuto nelle Marche di Franco Scataglini e Paolo Volponi, un uomo che ama Elena, una donna inseguita sin dagli anni dell’adolescenza. L’età bianca è proprio l’età adolescenziale attraversata anche dal campione Giorgio Chinaglia, l’attaccante della Lazio che vinse lo scudetto nel 1974 e che diventa il gladiatore dei tempi moderni. Moscè ricorda Moravia nella sua vita interiore, come fosse Agostino o lo Zeno di Svevo, impegnato nella ferialità giornaliera sospesa tra ricordo e assillo. “Dopo trent’anni i nonni non ci sono più. Non c’è più neanche zia Mariella, che pepava la faraona e diceva sempre che bisognava aggiungere il rosmarino e una fettina di pancetta. Alessandro si mette a sedere sul divano della sala. Fuori ha nevicato tutta la notte. Accende la televisione e passa in rassegna i canali. Quella volta lo schermo era in bianco e nero e le partite di calcio si ascoltavano alla radio a transistor”. Lo scrittore narra gli anni Settanta e Ottanta, la famiglia (Alberto Bevilacqua lo definì un autore eccellente proprio per la capacità di descrivere l’amore domestico), il mondo del calcio, della letteratura (una memorabile cena con il poeta Mario Luzi) e i luoghi. Luoghi che bastano a se stessi, come fossero una stella polare che illumina la strada più impervia. Ogni punto temporale si traduce in una prova da rischiare, in una nuova tensione, in qualcosa che tocca nel profondo. L’età bianca è un bel romanzo, perché non è scontato. Moscè inserisce la cronaca giornalistica, il linguaggio medico per descrivere il sarcoma che lo colpì da piccolo, le suggestioni della memoria della sua gente. In una recente intervista ha dichiarato di aver trattato come materia infuocata  un’età pura, incontaminata. Un’età senza compromessi e falsità: il patrimonio umano che possiedono gli adolescenti e i sognatori. Nel romanzo l’età bianca è incarnata specie da Elena, la giovane nel frattempo diventata donna e che rappresenta un punto di rottura con il conformismo di maniera e con la ritualità di un matrimonio standard. L’età bianca è anche un’acquisizione consapevole, il ritorno al senso di scoperta originaria che sanno vivere proprio i ragazzi. E’ la spinta della prima volta. “Può succedere che un uomo e una donna siano tentati di rivivere la loro adolescenza quasi fosse una parabola, una favola adulta”. E il finale è tutt’altro che scontato. L’amore e la morte, o meglio l’eros e la morte, sono l’uno l’altra faccia dell’altra. Perché il vero antidoto allo spettro della finitudine umana, non è la nascita, ma l’eros, un polo di condivisione di un’unità perduta, una connotazione intimistica dei due sessi. Basti pensare che Eros, nella tradizione, aiuta l’uomo a ricongiungersi al bene. E’ bellezza del corpo, ma anche bellezza del sapere.

Felice Vecchioni

ETA'cop

Marco CONTI: Le gazze

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Venni svegliato prima del solito dai versi secchi e sgradevoli delle gazze. Dico al plurale perché intorno alla mia casa in quel periodo ce n’erano almeno otto. Ma quel mattino erano in due che volavano intorno ad un cedro e a un pruno, senza mai smettere di gracchiare. Aprii la porta, feci  qualche passo nel cortile e subito entrambi gli uccelli volarono più lontano. Rientrai  ed eccole nuovamente sui rami rossicci di un pruno che costeggia il viale d’ingresso. Erano agitate. Mentre bolliva il tè, tagliai a pezzetti un po’ di carne in scatola per la ciotola della gatta. Misi è piccola e agile. Ogni mattina quando mi alzo, mi segue passo a passo aspettando che le apra la porta. Io tergiverso un po’ con il cibo, ma so che, conclusa la mia toilette, si metterà a sedere accanto alla porta. Tutti i giorni a meno che sia in partenza…

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