Poezie italiană contemporană – Alessandra PAGANARDI — LimesLitere

Voci di umbră I. E un loc în mine unde se scufundă toate cuvintele. E un loc neted ca tăblițele nescrise, rotund precum coloana pe care lipeam desene pe calc și mai adăugam unul puțin mai sus cînd simțeam că crescusem. În acest loc cald cuvintele sunt imediat lucruri îmi vorbesc cu […]

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Eric Sarner – Salto nel sole oscuro, Terra D’ulivi Edizioni, 2016 — LimesLitere

Due poesie tratte dal volume “Salto nel sole oscuro – Abbagliamenti di Chet Baker”, di prossima pubblicazione presso Terra D’ulivi Edizioni. Traduzione dal francese -Eliza Macadan Postfazione: Marco Conti Foto di Claudio DE SAT: Eric Sarner, 2016 Chi parla là ? Chi ascolta ? Aveva comprato una spider verde scuro una Jaguar decappottabile lo […]

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Alessandro Moscè: “Il rapporto con il mondo nasce proprio dal sentire, non dal possedere. E possibilmente dal “sentire insieme”. — LimesLitere

Ne abbiamo parlato a lungo, tre anni fa, in occasione dell’uscita del tuo primo romanzo. E’ stato allora che hai accennato ad un futuro libro, che sarebbe stato una specie di continuazione del precedente. L’età bianca (Avagliano 2016) è anche questo: il secondo volume di un dittico che hai progettato per immortalare la tua esistenza, […]

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Ostende 1936

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Ce pessimisme est, depuis des années, profondément et absolument ancré dans
l'âme de Zweig. Maintenant, le fait que ce pessimisme se voit confirmé lui est 
d'un certain secours, comme il le confie à l'amie salzbourgeoise dans cette 
dernière lettre envoyée d'Ostende: "Le fait justement d'être devenu à la longue
tout à fait pessimiste me rend de plus en plus à même de savourer l'instant 
présent: prendre tout le bien qui nous est encore offert tant que
l'on peut encore le recevoir." p. 128

 

Umberto Piersanti

Piersanti

 

Jacopo

tu, immune alle parole

e agli spaventi,

che c’entrano le strade

con la tua terra che nessuno

divide, striscia o frammenta?

le attraversi al mio braccio,

forestiero, le macchine lo sai

posson far male,

sono come la pietra che dal cielo

trapassò la tempia al generale,

solo molto più fitte

e quotidiane,

non sai da dove vengono,

che fanno,

solo che se ti tocca forte

ti fa male,

succede,

a tre anni il braccio si torceva,

non sai come

 

immune anche a quei segni

d’aria, fatti di niente,

che cerchiano tuo padre

per ogni strada,

il pegno che lui paga

alle folte parole,

alle fitte figure

che gli covano dentro

e vanno a fuoco

 

quand’ancora non eri lontano

e sperso,

alla fiaba pensavo

di chi scendeva

da quel regno alla vita,

sceglieva il cuore,

forse, del tempo che precede

qualcosa t’è rimasto

ma confuso,

qualcosa che t’avviluppa i muscoli

ed il cuore

 

solo quando sei dentro l’acqua

e ci cammini,

giù nel fondo lento

e silenzioso,

torna il volto perfetto

senza le pieghe,

penso che tu sei nella terra

da dove vieni

 

luglio, 2001 – da L’ albero delle nebbie, Einaudi, 2008